Oltre che sui movimenti del naso, il nouse si basa anche su quelli degli
occhi: chiudere due volte l'occhio sinistro o il destro equivale,
infatti, al click del tasto sinistro o destro del mouse.
Per funzionare, il nouse si avvale del sussidio delle webcam:
per le tradizionali applicazioni bi-dimensionali (programmi di testo o
disegno) la tecnologia funziona con una sola webcam collegata alla porta
USB del computer. Per navigare in ambienti 3D e utilizzare programmi di
disegno o giochi, c'è bisogno invece di due webcam.
I software di tracking monitorano le immagini dalla webcam al punto in
cui il naso è indirizzato e generano un segnale che muove il cursore
sullo schermo. Allo stesso tempo, i software di rilevzione dei
movimenti verificano quale occhio è stato chiuso per simulare il click
del mouse.
All'inizio della sessione, la fotocamera del nouse fa una foto
dell'utente. Da questa isola circa 25 pixel che
rappresentano la punta del naso: un apposito software quindi traccia il
percorso di questi pixel.
Una doppia apertura e chiusura degli occhi aziona il nouse. Il suo
software quindi identifica l'area su cui sono puntati i 25 pixel che
corrispondono al naso e li traduce negli stessi segnali che avrebbe
prodotto un mouse tradizionale.
Gorodnichy ha sviluppato una serie di "pacchetti" per dimostrare la
validità della sua scoperta, incluso NousePaint, che
permette, appunto, di muoversi sullo schermo usando solo gli occhi e il
naso.
Precedenti tecnologie hanno cercato di utilizzare allo stesso scopo le
labbra o le ciglia, ma i risultati non
sono stati dei migliori.
La punta del naso, invece, è più facile da tracciare, dice Gorodnichy,
perché è possibile identificarne i movimenti anche quando esso non è
proprio di fronte alla camera.
Molti ricercatori sono d'accordo con lui: "Il nose tracker 3D avrà un
posto di rilievo nell'interazione tra l'uomo e il computer, ma più come
congiunzione con il mouse e la tastiera piuttosto che in loro
sostituzione", dice Charles Cohen, vice presidente della
divisione R&D di Cybernet System.
La scoperta di Gorodnichy si inserisce nell'ambito delle ricerche sui
Perceptual Vision Systems (PVS), cioè quei software che
utilizzano le indicazioni visive degli utenti, come il movimento del
volto, per controllare un programma.
La principale applicazione di questo tipo di tecnologie è vista proprio
nella progettazione di interfacce utenti hands-free che migliorino
l'interazione tra uomo e Pc, completando le funzioni di dispositivi come
il mouse o il joystick.
Ma importanti sviluppi si potrebbero avere anche nel campo della video
sorveglianza, della biometria e delle tecnologie multimediali in genere.