Basilicata .
La
Basilicata è una regione quasi completamente montuosa. L'idrografia è
abbastanza sviluppata, ma i fiumi hanno per lo più carattere torrentizio.
Il clima è mediterraneo, con inverni miti ed estati calde (oltre 25 °C).
Dopo la grande emigrazione degli anni Sessanta, si è avuta una ripresa
demografica, con un contemporaneo spostamento degli abitanti dalle zone più
montuose e meno industrializzate della provincia di Potenza a quelle più
pianeggianti della provincia di Matera. Nel settore agricolo, le colture
principali restano, soprattutto nel Potentino, quelle dei cereali.
Discretamente sviluppata è comunque la produzione zootecnica, nei settori
ovino, caprino e bovino.
L'industria, che interessa la regione, si basa fondamentalmente sul
settore estrattivo: metano e petrolio. L'attività di queste aziende è
comunque da anni in fase statica, con tendenza alla diminuzione. In
aumento l'energia elettrica. Il campo manifatturiero è caratterizzato
dalla presenza di imprese di piccole dimensioni.
Nell'alto medioevo, la regione fu teatro delle lotte tra i Bizantini, i
Goti, i Longobardi e i Normanni. Al 1175 risale il primo documento recante
il nome di Basilicata (probabilmente da basilikós, funzionario
bizantino). Passata agli Svevi, la regione si oppose a lungo, nella
seconda metà del XIII sec., alla conquista angioina, e sotto il dominio
spagnolo, alimentò una ribellione antispagnola ai tempi di Masaniello. La
Basilicata entrò a far parte del regno d'Italia dopo la liberazione da
parte di Garibaldi (1860). Ma fu allora ch'essa vide esplodere tutti i
suoi antichi e violenti contrasti sociali nel fenomeno del brigantaggio.
La repressione cruenta del 1861-1865 non venne in alcun modo accompagnata
da provvedimenti atti a risanare la situazione ulteriormente aggravatasi,
forse più che altrove nel Mezzogiorno, per la concorrenza del Nord
industriale. Soltanto nel 1904 una legge speciale per la Basilicata tentò
di far fronte ad alcuni dei più urgenti problemi; ma soprattutto
dall'emigrazione, che spopolò alcune zone, riuscirono a trarre beneficio
le popolazioni della Basilicata. Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943,
fu tra le prime regioni italiane occupate, quasi senza colpo ferire, dagli
Alleati.
Le testimonianze più notevoli dell'arte classica della B. sono quelle dei
templi dorici di Metaponto, una delle città più importanti della Magna
Grecia; in particolare, le colonne superstiti del tempio detto delle
Tavole Palatine (VI sec. a.C.). Resti solenni di monumenti romani sono in
tutta la regione, aspra e montagnosa. Il primo affermarsi dell'arte
cristiana nella B. fu in piccole chiese di origine bizantina, scavate
nella roccia; sulle rugose pareti di queste grotte, ignoti pittori
dipinsero figurazioni cristiane in modi e forme bizantine. Ma la B. ebbe
il suo momento di maggior splendore artistico al tempo dei re normanni e
svevi. Si ricordano: la cattedrale di Acerenza, il duomo di Rapolla e
quello maestoso di Matera. Il monumento più insigne della zona è però
la diruta abbazia della Trinità a Venosa.

