Ferrara
Ferrara non è città molto antica, ma come tutte le città capitali un tempo di Stati fiorenti conserva ancora le tracce della sua passata grandezza. Essa fu uno dei centri più colti, più popolosi e più ragguardevolid'Italia, all'epoca di Lorenzo il Magnifico e Leone X, allorchè ne ressero le sorti i principi Estensi, Leonello, Borso, Ercole I e Alfonso I, e la sua floridezza si mantenne e durò per tutta l'età detta del Rinascimento, che si concluse con la morte di Torquato Tasso nel 1595.
Come il forestiero cerca a Verona la Tomba di Giulietta e Romeo, così, giunto a Ferrara desidera visitare lr carceri spaventose di Ugo e Parisina. L'orribile tragedia domestica, cantata da Lord Byron, avvenne nel 1425 nel castello di Ferrara. Il Marchese Nicolò III Estense sposò in seconde nozze la bellissima Parisina dei Malatesti da Rimini. Il figlio di Nicolò, Ugo non vedeva di buon occhio la bellissima matrigna, ed allo scopo di riconciliarli il Marchese li inviò con numeroso seguito in un viaggio insieme fino a Loreto. Ritornarono perfettamente riconciliati...anche troppo. Il 18 Maggio 1425 il marchese Nicolò III si accertò personalmente del tradimento della moglie con il proprio figlio, e dopo averli imprigionati li condannò dopo breve giudizio entrambi a morte.La sentenza fu eseguita la notte del 21 Maggio ed entrambi i giovani vennero decapitati. Le carcesi ove furono rinchiusi i due giovani amanti sono poste ai piedi della torre dei Leoni, del castello Estense|
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Oltre
il monumentale castello, simbolo della città,
ricordiamo il palazzo dei diamanti, rivestito di oltre
12000 quadrati di marmo foggiati a diamante, ed altri
meritevoli palazzi a testimonianza degli antichi sfarzi
Estensi
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Ferrara può dirsi seconda patria del cantore della Gerusalemme Liberata, Torquato Tasso. Lo scrittore visse a Ferrara per 21 anni e due mesi, con alterne forture, ma sempre rimanendo nelle grazie della corte Estense. Per una sua disposizione organica risultò afflitto da una specie di mania, e questo gli provocò il ricoverò all'ospedale della città, dove rimane rinchiuso per sette anni. Ma a detta dei suoi scritti, egli riceveva visite di nobili persone, amici e protettori, dunque è fuor di dubbio che la sua non fu prigionia, ma semplice custodia.



