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Forli-Cesena

 

Forlì, il Forum Livii dei romani, giace sulla via Emilia e sulla sponda destra del Montone (l'antico Badesis) in mezzo ad una pianura fertilissima e proprio nel centro della Romagna, di cui è sempre stata una delle città più importanti. I cronisti Forlivesi vorrebbero fosse fondata nell'anno 206 a.C. da Marco Livio Salinatore, oppure fosse colonia romana distrutta da Silla per aver parteggiato con Mario, e poi ricostruita nel 52 a.C. da Livio Clodio, da cui il doppio nome di Forun Clodii Livii, che si trova scritto in Plinio. Nelle contese tra Guelfi e Ghibellini Romagnoli, Forlì ebbe gran parte, fu essa infatti che vinse i guelfi bolognesi, ma la gloria maggiore venne dalla sconfitta inflitta ai francesi il 1 maggio 1282 vicino alle mura di Forlì, fatto che venne celebrato da Dante nel 27° canto dell'inferno...

La terra, che fè gia lunga prova

E di Franceschi sanguinoso mucchio

Sotto le verdi branche si ritrova

volendosi alludere con verdi branche al leone verde dello stemma degli Ordelaffi, che al tempo del poeta erano Signori di Forlì.

 

Sulla sponda destra del Savio, ai piedi di un colle che forma l'estremità della spira dell'appennino, è situata la città di Cesena (dagli antichi chiamata Sena, Curva Caesena e Caesena) attraversata dalla via Emilia tra Forli e Rimini. Nelle invasioni dei barbari soffrì più delle altre città della Romagna, ma questo periodo di tempo quantunque molto travagliato fu il più bello e glorioso per la città, poichè i Cesenati ebbero occasione di dare splendide prove di valore, dominarono castelli vicini e lontani e presero parte importante nelle lotte fra le città della Romagna, combattendo in favore di Bologna.Quando fu concessa ai Malatesta, visse il suo momento di splendore, e di tale periodo ne sono testimoni monumenti e costruzioni Malatestiane. Famosa la rocca rialzata dalle fondamenta dai principi Malatestiani, e in seguito modificata da Cesare Borgia. I Francesi ne abbatterono i merli nel 1797. La rocca è celebre nella storia specialmente per la strenua difesa che vi fece Cia o Marzia degli Ubaldini, moglie di Odelaffi signore di Forli e di Cesena, contro le armi del Cardinale Egidio d'Albornoz.