Reggio Emilia
Fra
i molteplici ornamenti che illustrano la città di Reggio Emilia e ne
fanno spiccare le più nobili caratteristiche, molti appartengono alla
storia; da questa si conosce infatti l'amore costante che Reggio ebbe alla
propria indipendenza, poichè mai non fu, quale provincia, sottomessa a
Modena. Il terreno su cui Reggio sorge è antichissimo, come pure è
antica l'origine della città, avendo essa gettate le sue prime tracce al
tempo dei Galli Boi, dispersi per l'Emilia e guidati da Belloveso. Marco
Emilio Lepido, oltre all'aver condotto la bellissima strada che a lui
s'intitola, restaurò ed ampliò Reggio, dandole il nome della sua
famiglia.
Verso
l'anno Mille Reggio, insieme a Ferrara, Modena e Brescia passò
sotto Tedaldo di Canossa, dalla cui discendenza nacque la Contessa
Matilde di Canossa, la quale accolse il papa Gregorio VII, che aveva
lanciato la scomunica ad Enrico IV di Germania; e questi, per
recuperare il perduto prestigio dovette umiliarsi a Canossa,
attendendo dalla clemenza del Papa la sua riabilitazione
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| Il
Duomo conserva un'impronta decisamente romanica.
Prospero Sogari è lo scultore che curò i
lavori di rifacimento, rimasti però incompleti.
Sulla torre che domina la facciata si trova la
cinquecentesca statua della Madonna col Bambino,
in lastre di rame a sbalzo dorato, vero
capolavoro di arte orafa, eseguita dal reggiano
Bartolomeo Spani. L'interno del Duomo conserva cappelle
rivestite di marmi pregiati e finemente
scolpiti. Di rilievo il sepolcro di Orazio Malaguzzi e l'imponente sepolcro Rangoni
entrambi di Prospero Sogari. |
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| Singolare
edificio del dodicesimo secolo di straordinario
pregio artistico, al cui centro si trovava il
fonte battesimale. Alla fine del XV secolo il
Vescovo Bonifacio Arlotti lo trasformò in stile
rinascimentale, arricchendolo di un nuovo fonte
di marmo rosso veronese. Il restauro ha portato
alla luce gran parte delle strutture medioevali. |
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| Piazza
Prampolini è il centro della vita cittadina. Su
di essa si affacciano la Cattedrale con il
Battistero romanico e il Municipio con la grande
sala settecentesca del Tricolore. Sul suo lato
nord troviamo la statua che raffigura il fiume Crostolo. |
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In
questa sala, che si trova all'interno del
palazzo municipale, si riunirono il 7 gennaio
1797 i rappresentanti delle città libere di
Reggio, Modena, Bologna e Ferrara per proclamare
la Repubblica Cispadana, adottando il vessillo
nei tre colori verde-bianco-rosso, assunti poi
nel 1848 come bandiera nazionale. La Sala del
Tricolore rappresenta il simbolo dell'impegno
civile della |
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città.
Attualmente è la sede del Consiglio Comunale.
Vi è costudito anche il gonfalone della città,
fregiato di medaglia d'oro. Su un lato vi è
raffigurata la Madonna della Ghiara coi santi
Prospero, Grisante e Daria, sull'altro è
situato lo stemma del Comune. |
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| E'
la chiesa dedicata al protettore della città,
San Prospero. Davanti ad essa troviamo i sei
leoni stilofori che rappresentano un gruppo
scultoreo di pregio. L'arredo pittorico si
avvale di nomi di prestigio come Antonio Allegri
detto il Correggio, Bernardino Zacchetti,
pittore reggiano aiuto di Michelangelo, e
Camillo Procaccini. |
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| Si
affaccia su Piazza del Monte. E' coronato da
merlature ghibelline e fu fondato nel 1280. Era
la sede del Capitano del Popolo. Ha subito
diversi rifacimenti nel corso dei secoli, ma
sulla facciata che da sulla Via Emilia San
Pietro sono ancora visibili antichi affreschi.
Il bellissimo salone interno su adibito a sala
consiliare durante il periodo comunale. |
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| La
facciata del teatro si divide in due piani.
Sulla sommità sono collocate 28 statue di
recente restauro, il teatro fu inaugurato nel
1857. La sala interna è a forma di ferro di
cavallo dispone di 1100 posti suddivisi fra
platea, palchi e loggione. Nel soffitto troviamo
quattro riquadri che rappresentano
rispettivamente la Tragedia, il Melodramma, la
Commedia e la Coreografia, dipinti da Domenico Pellizzi. All'interno del Teatro vi sono inoltre
vecchi esemplari di macchine teatrali e macchine
per speciali effetti scenici. Il sipario è
stato restaurato nel 1992, e su di esso è
raffigurato un paesaggio bucolico con pastori
che danzano intorno ad una statua di Apollo. |
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| Il
teatro Ariosto fu distrutto da un incendio nel
1851 e ricostruito nel 1878 come struttura che
serviva per l'esibizione di compagnie teatrali
ed equestri. Secondo i modelli londinesi e
parigini, aveva strutture in ghisa. Nel 1927 fu
decorato da Anselmo Govi con affreschi di gusto
tardo-liberty: interessanti quelli della cupola
con raffigurazioni dell'Orlando Furioso. |
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| La
chiesa fu costruita per custodire un dipinto
della Madonna in adorazione al figlio realizzato
da Lelio Orsi. Il quadro è considerato con
particolare devozione da quando il giovane
Marchino, muto e sordo dalla nascita riacquistò
parola e udito pregando davanti ad esso. Nel
1601 nella strada della Ghiara si svolse per la
prima volta la fiera commerciale, che ogni anno
viene di nuovo ripetuta e chiamata la Giareda. |