Guidaitaly

conoscenza,aggregazione,solidarietà

 

Italia

Province

 

 

 

 

Trentino Alto Adige

 

PREISTORIA

Abitato da cacciatori e raccoglitori fin dall’epoca paleolitica (10.000 anni prima di Cristo) il Trentino venne progressivamente "invaso" da gruppi di agricoltori-allevatori che si insediarono nella valle dell'Adige dove sono stati ritrovati numerosi e importanti ritrovamenti archeologici che ci portano a ridosso dell’anno 1.000 a.C fino ai Reti e ai Galli Cenomani, popolazioni che vissero stabilmente sul territorio e si scontrarono con le legioni di Roma.
ETA' ROMANA

Il Trentino diventa intorno al 100 a.C. "Provincia romana". Risale a quest’epoca – se non a quella dell’invasione gallica del III secolo, come sostiene qualche studioso – la fondazione della città di Tridentum.
L’imperatore Claudio fa costruire due grandi strade verso il Nord: la via Claudia Augusta Padana che parte da Ostiglia e, attraverso Trento e Bolzano, raggiunge il passo Resia. E la via Claudia Augusta Altinate che parte da Treviso e si ricongiunge con la Padana a Trento attraverso la Valsugana.

 

principato.jpg (8004 byte) Medioevo

Dopo la caduta dell’impero romano, il Trentino cade sotto il dominio di Ostrogoti, Longobardi, Franchi. Nel 400, il giorno 26 giugno, Vigilio terzo vescovo di Trento, subisce il martirio in valle Rendena: ma il fatto non è storicamente provato. Nel 952, la marca di Trento entra a far parte del Regno di Germania.

 

ll principato vescovile

Il 9 aprile 1004 nasce il Principato vescovile di Trento con l'’investitura concessa dall'Imperatore del Sacro Romano Impero, al vescovo Udalrico I. Il vescovo esercita il potere legislativo e giudiziario, batte moneta, impone dazi e partecipa con diritto di voto alla Dieta dell’Impero.
Per due volte il Principato viene "secolarizzato" e il vescovo Giorgio di Liechtenstein (1390-1419) è costretto a cedere alle richieste del duca del Tirolo e della borghesia trentina (nasce il Consiglio dei sapienti e degli anziani). Il nobile Rodolfo Belenzani viene eletto Capitano del popolo con funzioni di mediazione tra vescovo e cittadini.
I Veneziani entrano in possesso della Vallagarina e di Rovereto ceduta loro dai Castelbarco e vi rimarranno per un secolo. Il 24 giugno 1511 l’imperatore Massimiliano d’Austria, quale conte del Tirolo, stabilisce nel "Landlibell" (o Libello dell’Undici) che i Principati di Trento e Bressanone sono confederati con il Tirolo cui compete l’obbligo di difenderne l’integrità territoriale.

 

 

Dal 1514 al 1539 Principe vescovo fu Bernardo Clesio, una delle figure più eminenti nella storia della chiesa trentina e del Trentino. A lui si deve la preparazione del Concilio di Trento (1545-1563), un evento che rese celebre la città in tutto il mondo. A lui si deve lo Statuto trentino rimasto in vigore fino al 1807, il grandioso sviluppo delle scienze umanistiche, la trasformazione della città di Trento, anche costringendo i cittadini più ricchi a edificare nuovi palazzi e abbellire le vecchie dimore. Durante l’episcopato del Clesio fu anche combattuta la "Guerra rustica"del 1525 - rivolta contadina partita dal Tirolo sotto la guida di Michael Gaismayr e ben presto estesa anche al Trentino - che trova fondamento nelle condizioni di estrema povertà cui i contadini sono ridotti. La battaglia va avanti fino al 1 settembre quando i contadini vengono sbaragliati dalle truppe vescovili.
Per 120 anni (dal 1539 al 1659) il Principato tridentino fu governato da una potentissima famiglia, i Madruzzo. Quattro i vescovi che si succedettero senza soluzione di continuità. Il più famoso è stato il primo, Cristoforo (1539-’67) che fu l’ospite del Concilio. Per la popolazione cominciarono però tempi duri: le enormi spese sostenute dal Principato impoverirono la città che ne pagò le conseguenze per lunghi anni.
In seguito alla guerra di successione spagnola, il Trentino viene invaso dalle truppe francesi e Trento, posta sotto assedio, il 3 settembre 1703 viene bombardata dalle truppe del generale Vendôme.
Con la "Prammatica sanzione" (19 aprile 1713) l’imperatore Carlo VI pretende di annettersi i Principati di Trento e Bressanone e di inglobarli tra i Paesi ereditari di Casa d’Asburgo. Ma il 24 luglio 1777 l’ultimo vescovo trentino con poteri temporali, Pietro Vigilio Thun (1776-1800) conclude con Maria Teresa d’Austria un trattato in base al quale il Principato di Trento viene vincolato alla contea del Tirolo sul piano economico, oltre che su quello militare.
Per il Principato è l'inizio della fine. Il vento della rivoluzione francese soffia già forte sull’Europa.
Negli anni tra il 1796 e il 1803 il Trentino viene occupato per tre volte dalle truppe francesi (il 5 settembre 1796 Napoleone entra al Castello del Buonconsiglio) e altrettante volte torna nelle mani degli austriaci. Gli scontri si susseguono mentre l’antico ordine feudale d’Europa crolla sotto i colpi di maglio della Rivoluzione. Alla fine il Principato vescovile di Trento, al pari di quello di Bressanone, viene secolarizzato: l’imperatore d’Austria entra in possesso dei relativi beni, rendite, diritti e prerogative e il territorio passa sotto la sovranità degli Asburgo venendo annesso (4 febbraio 1803) alla provincia del Tirolo.

Il Trentino, a fine 1805 viene annesso alla Baviera. Quando viene introdotta la coscrizione obbligatoria, scoppia la rivolta capitanata da Andreas Hofer – che il 22 aprile 1809 entrerà in Trento alla testa di 20 mila insorti – e appoggiata dagli austriaci. L’avventura di Hofer contro bavaresi e francesi terminerà il 27 gennaio 1810 quando il comandante viene catturato in val Passiria (sarà fucilato a Mantova il 20 febbraio).
Il crollo dell’impero napoleonico, riporta il Trentino tra i possedimenti degli Asburgo: la riannessione del Trentino al Tirolo austriaco viene ratificata dal Congresso di Vienna (nel 1815). Rinasce la Dieta di Innsbruck composta di 52 deputati (solo 7 i trentini) in rappresentanza dei quattro "stati": nobiltà, clero, borghesia cittadina e rurali. In Trentino si assiste alla lenta formazione di una nuova classe dirigente con idee politico-sociali liberali. A Rovereto si impone la figura di un prete filosofo malvisto dagli austriaci, Antonio Rosmini.
Per un secolo (fino al 1918), il Trentino fu annesso all'Impero Asburgico, poi il distacco venne alimentato da schieramenti politici nazionalistici ed irredentistici sempre più affermati. Dopo la prima Guerra Mondiale la frontiera nord d'Italia venne ridisegnata sulle Alpi e il Trentino fu annesso all'Italia.
Storica la data del 5 settembre 1946, quando venne siglato l'accordo De Gasperi-Gruber, base istituzionale per lo Statuto d'autonomia del 1972 col quale il Trentino è diventato Provincia
Autonoma